Henri Cartier-Bresson

Brussels, Belgium, 1932 © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos/Contrasto

Des Européens

mostra a cura di ContrastoMagnum Photos e Fondation Henri Cartier-Bresson

contrasto    HCB LOGO

Sede e orari

Chiostri di San Domenico
via Dante Alighieri, 11
42121 Reggio Emilia

venerdì 11 maggio aperto dalle 18.00 alle 24.00; sabato 12 e domenica 13 maggio dalle 10.00 alle 24.00; dal 17 maggio al 24 giugno aperto giovedì e venerdì dalle 19.00 alle 23.00; sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 23.00; chiuso lunedì, martedì e mercoledì

Mappa

La mostra Des Européens raccoglie gli scatti realizzati, tra il 1929 e il 1991, dal grande fotografo Henri Cartier-Bresson nel corso dei suoi viaggi attraverso il continente europeo. Le fotografie, tutte in bianco e nero, ritraggono l’Europa, i suoi paesaggi e i suoi abitanti, in momenti e fasi storiche diversi e rappresentano una finestra aperta sul continente nel corso di sessant’anni di storia.

Le fotografie che compongono la mostra evidenziano le molte differenze, ma anche le similitudini dei paesi attraversati, che emergono con forza dalle strade e dai paesaggi di campagna ritratti da Cartier-Bresson.

Attraverso queste immagini Cartier-Bresson esprime le gioie e le tribolazioni dell’uomo; un ritratto intenso dell’Europa a partire dal dopoguerra, dove le macerie e i segni della fame e della sofferenza incisi sul viso delle persone sono ancora ben evidenti. “Un pellegrino appassionato”, con queste parole lo descrive Jean Clair nel 1998: “seguendo il battito di un cuore avventuroso, palpitante, ritorna sempre alla sua Europa fatta di antiche mura. Dall’Austria al Portogallo, dalla Svezia alla Turchia, dalla Lapponia all’Irlanda, per mezzo secolo ha colto con il suo sguardo l’immagine di un territorio che nel corso degli anni, dal Piano Monnet al Trattato di Maastricht, è diventata il nostro”.

BIOGRAFIA

Henri Cartier-Bresson: una cronologia

1908 Viene concepito a Palermo, in Sicilia. Nasce il 22 agosto a Chanteloup,  Seine-et-Marne.

1923 Sviluppa un appassionato interesse per la pittura e alcuni aspetti del Surrealismo.

1927-28 Studia pittura allo studio di André Lhote.

1931 Trascorre un anno in Costa d’Avorio, dove scatta le sue prime fotografie. Tornato in Europa, scopre la Leica, che diventa il suo strumento preferito. Viaggia in Europa (soprattutto in Italia e in Spagna) e si concentra sulla fotografia.

1933 Espone le sue opere alla Julien Levy Gallery di New York.

1934 Trascorre un anno in Messico al seguito di una spedizione etnografica. Nel  1935 espone le sue opere assieme a quelle di Manuel Alvarez Bravo presso il Palacio de Bellas Artes  de Mexico.

1935 Soggiorna per un periodo negli Stati Uniti, dove scatta le sue prime fotografie di New York e si cimenta per la prima volta con il cinema, assieme a Paul Strand. Espone le sue opere per la seconda volta alla Julien Levy Gallery, assieme a Walker Evans e a Manuel Alvarez  Bravo.

1936-39 Lavora come secondo assistente di Jean Renoir a La vie est à nous, cui faranno seguito Une partie de campagne e La règle du jeu.

1937 Dirige un documentario sugli ospedali della Spagna repubblicana intitolato Victoire de la vie e uno per il Secours Populaire intitolato L’Espagne vivra. Louis Aragon lo presenta alla redazione di Regards, dove pubblica una serie di reportage fotografici, tra cui il servizio sull’incoronazione di Giorgio VI.

1940 Catturato dai tedeschi, riesce a fuggire al terzo tentativo nel febbraio del 1943.

1943 Realizza una serie di ritratti fotografici, tra cui quelli di Matisse, Picasso, Braque e Bonnard.

1944-45 Lavora insieme a un gruppo di fotografi durante la liberazione di Parigi. Dirige Le retour,  un documentario sul rimpatrio dei prigionieri di guerra e dei detenuti civili.

1947 Soggiorna negli Stati Uniti, dove lavora alla cosiddetta esposizione “postuma” delle sue opere, proposta  dal Museum of Modern Art di New York quando si credeva che fosse caduto in guerra. Fonda l’agenzia cooperativa Magnum Photos assieme a Robert Capa, David ’Chim’ Seymour, William Vandivert  e George Rodger.

1948-50 In Estremo Oriente per tre anni: in India segue la morte di Gandhi, in Cina l’ultimo periodo dei Kuomintang e i primi sei mesi della Repubblica Popolare, e in Indonesia l’indipendenza del paese.

1952-53 Di nuovo in Europa.

1952 Il suo primo libro, Images à la sauvette, viene pubblicato da Tériade, con copertina di Matisse.

1954 È il primo fotografo ammesso in Unione Sovietica durante il periodo della distensione. Pubblica Les danses à Bali, volume che segnerà l’inizio della lunga collaborazione con Robert Delpire.

1958-59 In Cina per tre mesi in occasione del decimo anniversario della Repubblica Popolare Cinese.

1963 Torna in Messico per la prima volta in trent’anni e vi resta quattro mesi. Life lo invia a Cuba.

1969-70 Dirige due documentari per CBS News negli Stati Uniti.

1975 Si concentra sul disegno ma continua a scattare ritratti e fotografie di paesaggio.

1986 Si apre la mostra “Henri Cartier-Bresson: The Early Work”, allestita al MoMA  di New York e curata da Peter Galassi.

1988 A Parigi, al Centre National de la Photographie, si inaugura una sua grande mostra curata da Robert Delpire. Nasce il Prix Henri Cartier-Bresson, assegnato a Chris Killip nel 1989 e a Josef Koudelka nel 1991.

2003 Si inaugura alla Bibliothèque Nationale de France la grande mostra retrospettiva (che sarà poi itinerante) ”HCB de qui s’agit-il?”. In questo stesso anno, si apre a Parigi la Fondation Henri Cartier-Bresson.

2004 Henri Cartier-Bresson muore il 3 agosto a Montjustin.